domenica 22 dicembre 2013

Scaì

Ristorante Pizzeria Nuovo Scaì, Via Mafalda di Savoia, 9 Ravenna Tel.0544 473617

Premetto che mi sono avvicinato a questo locale perchè invitato da amici per una cena pre-Natalizia.

Il nome dato all'antica osteria aperta nei primi anni del '900 deriva dal dialetto romagnolo "Scaia" che significa ubriaco, il locale ha quindi una storia direi centenaria. Da qualche anno si è trasferito in questa nuova ubicazione, in centro a ridosso di piazza Kennedy. Appena si entra si nota il locale che date le ridotte dimensioni non offre, però quella senzazione di intimità, ma anzi al contrario, trasmette, forse complici anche le luci eccessivamente alte, un senso di "cagnara" che ne fa un locale non adatto per coppie che vogliono mangiare e passare un'oretta in intimità. I tavoli sono discretamente vicini ma il fattore negativo è la tovaglia di carta che trasmette il senso di un locale di scarsa qualità. Le cameriere non sono molto gentili e mancano anche dell'ABC del cameriere, infatti ci portano il bere in due ondate ma si dimenticano dei bicchieri, che abbiamo dovuto richiedere e che la cameriera ci ha lasciato sul tavolo demandando a noi la spartizione degli stessi. Il servizio, di contro è celere ma il mio "Antipasto Romagnolo" non è niente di che, che ne so, magari in salame particolare o un salume che non si mangia normalmente, ed anche la composizione del piatto è povera e senza fantasia. La piadina che accompagna il piatto è troppo grossa ed appena si raffredda tende subito a diventare dura. Mi portano anche il primo assieme all'antipasto, e questo è un'altra nota negativa oltre al fatto che ho ordinasto dei garganelli con radicchio e pancetta e me li vedo consegnare con erbe tipo bietola e una pancetta indefinita. Per contro la quantità è abbondante, forse fin troppo con lo sforamento di diventare, come dice un famoso chef un "Mappazzone". Il conto è onesto, in linea con il locale.

La Sala

Particolare del Soffitto

Antipasto Romagnolo

Garganelli "Radicchio" e Pancetta






giovedì 19 dicembre 2013

Il Giardino dei Semplici - Via A.Manzoni, 28 - Tel. 054561156 - Bagnacavallo (Ra)

Ci accingiamo ad esplorare questo ristorante che si trova a ridosso del centro di Bagnacavallo (Ra) in una stradina stretta ed angusta. L'insegna e' molto spartana e il portone d'ingresso è di quelli di legno bello massiccio, che ricorda i casolari della nostra campagna. Difatti il locale nasce come magazzino, come spiega la cameriera al tavolo dei nostri vicini, e lo si nota dal soffitto eccessivamente alto ma che lascia vedere le belle travi di legno antico e due bei lampadari di ottone rivestiti di foglie d'oro formato da dischi dal più piccolo al più grande guardando verso il soffitto. La sala è scarsamente e volutamente illuminata, i tavoli sono quasi tutti da due/tre persone ma eccessivamente troppo vicini, per contro è ricca di suppellettili, bottiglie, fiorellini, candele che ci si perde nell'osservarli. Ci accomodiamo in un tavolo opposto alla cassa a cui ci è stata data la possibilità di scelta vista l'affluenza scarsa della serata. Non facciamo in tempo a toglierci il giubbotto che ci viene chiesto cosa volevamo da bere, aspettare che il commensale si sieda e si sistemi non guastava. Il menù non è molto ricco ma questo secondo il nostro parere è un punto a favore; l'importante sono gli ingredienti che devono essere di buona qualità poi se la scelta è limitata non è un grosso problema a patto di non frequentarlo spesso altrimenti si rileva un boomerang rischiando, alla fine, di mangiare sempre le stesse pietanze. Optiamo per un tortino di uova con formaggio fuso e tartufo. Il servizio si dimostra veloce e l'antipasto è davvero gustoso anche se del tartufo si sente solo l'aroma ma non si vedono le scaglie. Poi proseguiamo con due tagliate di Angus con patate, una ben cotta e l'altra leggermente al sangue. La cottura è perfetta e la quantità  abbondante, me l'aspettavo più tenera ma un trito di erbe con sale grosso appoggiato sopra la carne, veramente ok me lo fa passare in secondo piano. Il contorno nella media. Il tutto accompagnata da un pane simile a un toscanino cotto da loro molto croccante e che ho particolarmente apprezzato. Il vino sono stato costretto ad optare per un calice di vino in quanto bevendo solo io  l'alternativa era una bottiglia con evidenti problemi di mantenere intatto il mio monte punti della patente; in alternativa potevo sempre fare guidare la Lucia ma lei lo fa controvoglia e così mi sono volentieri limitato col bere. Chiudiamo con una mousse di amaretto su una crema di zabaione. Ottimo, sopratutto per il contrasto del caldo della mousse con il freddo della crema. Per finire un caffè e un Brancamenta con ghiaccio che per errore in realtà mi viene servito un Fernetbranca. Al momento di pagare faccio notare il disguido alla cassiera, che presumo sia anche la titolare, che con brillantezza me lo offre rimediando, così, a un banale disguido. Ottimo comportamento nei confronti del cliente. Usciamo dal locale contrariati per un vento freddo che ci colpisce ai volti e che ci ricorda che siamo in inverno ma anche soddisfatti per avere passato una piacevole serata mangereccia.

La Sala

Tortino

Tagliata di Angus